giovedì 19 luglio 2012

Lettera aperta " tienila a casa"

Mi chiamo Maria Antonietta e sono la madre di Alice Pia, una bambina di sei anni e
mezzo che quest’anno ha frequentato la prima elementare presso la scuola “Alba Adriatica”  direzione didattica statale del III circolo di Rimini. Dopo l’incontro personale avuto in data  4 giugno 2012 con un segretario del Provveditorato, sono qui a denunciare ciò che è accaduto  a mia figlia e a noi familiari in quest’anno scolastico da poco conclusosi.
La bambina in questione è intollerante al glutine, cosa che io pensavo prima di
 questa esperienza fosse così diffuso e normale da non pregiudicare la scelta della scuola  (ma evidentemente mi sbagliavo). In questo anno sono accaduti diversi episodi incresciosi e  disdicevoli a cui sono seguiti comportamenti inadeguati e incompetenti da parte della scuola  come istituzione. Ricordo che alla prima riunione fattasi nella sede della scuola ho fatto  presente alle maestre e agli altri genitori la problematica ed è già in quell’occasione che mi  accorgo che le insegnanti non sanno che cos’è la celiachia (anche se sembra impossibile),
 ma penso che con un po’ di sensibilità e interesse è facile capire e aiutare chi convive con  un “problema” del genere. Sono già a conoscenza di una pratica usata in tutte le scuole  che, anche se legalmente non è ammessa, permette al compleanno di ogni bambino di  portare dolci o cose varie e, visto che già all’asilo ho dovuto sobbarcarmi il peso di fare  personalmente torte o biscotti per ogni compleanno di ogni singolo bambino, ho chiesto  all’assemblea summenzionata di avvisarmi e di comunicarmi il tipo di dolce che intendevano  fare in modo da permettere a mia figlia di festeggiare come gli altri. In quella occasione
fornisco ben tre numeri telefonici ed in più la completa disponibilità a fornire qualsiasi  chiarimento sulla celiachia inoltre porto a scuola un estratto del prontuario dove sono  elencati caramelle e dolcetti vari che Alice può mangiare.

Inizialmente tutto va come previsto con il solito carico per noi familiari di dover fare dolci o salati a seconda dell’ispirazione dei vari genitori. Ci tengo a dire che mai le insegnanti hanno dato o chiesto di dare ai bambini informazioni sulla intolleranza della loro compagna e questo ha fatto si che con il tempo si verificassero episodi davvero vergognosi. All’inizio vengo chiamata per telefono, e ogni volta provvedo a preparare qualcosa alla bambina, ma andando avanti questo non accade più e quindi mi accorgo solo alla mattina davanti alla scuola che arrivavano delle torte di compleanno ed è capitato più di una volta che sono dovuta scappare a comprare qualcosa per Alice, considerando che sarebbe stato comunque qualcosa di diverso da quello che mangiavano gli altri bambini e che a Rimini non c’è neanche un negozio di pasticceria fresca per celiaci. I compleanni a scuola per la bambina diventano un disagio e quando comunico alla maestra che non venivo avvisata dai genitori mi sento rispondere che è strano perché le mamme sono collaborative e precise, però non riescono mai a rintracciarmi (non sapevo fino a quel momento di essere una pessima madre). In quel momento incasso il colpo e penso che devo avere pazienza, onde evitare che Alice venga isolata dal suo gruppo di amici. Nel frattempo alla bambina viene detto che “mangia pappa per i cani”, cosa che la colpisce tantissimo emotivamente, tanto da farla ripetutamente piangere e porgere domande come chiedersi il perché proprio lei è celiaca e quando diventerà come gli altri. Anche in quell’occasione niente viene fatto non una parola di spiegazione ai bambini ne’ un coinvolgimento dei genitori.  Una condizione fondamentale per questi bambini è quella di non farli sentire in nessun modo diversi dagli altri ed invece a metà anno scolastico mi viene recapitato un avviso messo nel diario di Alice in cui si dice che si terrà la “Festa della solidarietà” a favore dei bambini del terzo mondo e quindi si invitano tutte le mamme a portare a scuola ogni tipo di dolce e salato da far mangiare ai bambini durante la ricreazione con lo scopo di raccogliere soldi. E Alice!!!!!!!Non Esiste!!!!!Anche in quell’occasione chiedo di fare per lei tutto il possibile e dopo una intera notte al forno la mattina successiva arrivo a scuola con 7 preparazioni diverse tra dolci e salati ed in quell’occasione mi metto in un angolo e osservo lo spreco più assoluto a favore di chi a migliaia di chilometri ha fame e il disinteresse totale per chi ci sta accanto. Grande esempio di solidarietà che passa tra lo sciupo più assoluto in nome di bambini lontani che muoiono di fame e la completa indifferenza per una bambina che non ha scelto quello che le è capitato. Bastava dire “invece dei dolci portiamo la frutta”. Non esiste un progetto FRUTTA NELLE SCUOLE che sarebbe stato più salutare e meno discriminatorio?  La situazione con il passare del tempo degenera,nessuno si preoccupa della salute della mia bambina né tantomeno si tiene in considerazione l’aspetto psicologico di tutti noi .L’episodio più brutto è però quello che capita il giorno 24 Aprile quando io non mi accorgo che in classe è stata portata una torta per il compleanno di un bambino e quindi dopo aver lasciato Alice a scuola mi reco al lavoro. Solo a casa mi accorgo che la bambina non ha mangiato la merenda(aveva il toast) e quando le chiedo il perché mi sento dire che a scuola c’era la torta al cioccolato con lo zucchero a velo,dettagli detti dalla bambina,e che la maestra aveva tagliato e distribuito a tutti la torta lasciando Alice a guardare .E’vergognoso che a scuola accada questo e quando la mattina dopo lo faccio presente mi sento dire “io ieri non c’ero”.Sopporto per il bene della bambina per non crearle altre  difficoltà,sorvolo anche sulle volte che sta male perché durante la merenda il suo cibo è stato contaminato, ingoio bocconi amari ma vado avanti. Chiedete alle maestre alla gita scolastica quando hanno deciso di portare i bambini a comprare il gelato se si sono preoccupate di verificare prima se ci fosse un gelato senza glutine? Il gelato c’era e alla gita c’ero anche io ma se non ci fosse stato sarebbe stato lo stesso loro avrebbero mangiato mentre Alice avrebbe guardato. Forse avrei dovuto non mandarla in gita o alle feste o a scuola durante i compleanni perché a detta di qualcuno non si possono sacrificare tanti bambini solo perché una sola di essi ha un problema “tienila a casa”.Intanto siamo arrivati ai primi di maggio quando un’altra torta arriva a scuola senza avviso ed anche in quell’occasione le maestre non pongono obiezioni e ritirano il dolce ed è in quel momento che stanca di tutto un anno di assoluta mancanza di considerazione che con mio marito chiamiamo la dirigente del III circolo didattico che in quell’occasione si scusa al telefono ed emana tempestivamente una circolare che allego alla mail. Da quel momento in poi tutto precipita alla bambina a scuola viene detto che per colpa della sua mamma non si possono più fare feste a scuola (notizia comunque falsa perché come si vede si chiede solo per l’ennesima volta di essere avvisati).Davanti alla scuola episodi di una vergogna inaudita,accuse per essere stata dalla preside ed infine bugie come quella che nell’armadietto c’erano le merendine per Alice. NON C’ERANO, ma non è questo il punto .Alice è come tutti gli altri e quindi come gli altri deve sentirsi e se a scuola arriva una crostata o la luna ripiena noi famiglia faremo per Lei la stessa cosa
.ESSERE CELIACI NON VUOL DIRE ESSERE DIVERSI. Successivamente decido di incontrare la dirigente scolastica per chiarire la situazione ed al colloquio al quale sono andata con una mia amica rimango sconvolta e allibita perché mi sento dire che la mia versione è completamente diversa da quella  data dalle maestre e che invece di lamentarmi devo ringraziare per quello che è stato fatto.
A scuola il branco si sente forte mentre noi sempre più isolate continuiamo a chiedere di rispettare la nostra vita.  Alla dirigente ed alle maestre voglio dire grazie per tutto quello che hanno fatto, Grazie perché dopo tante spiegazioni, alla recita scolastica c’era la farina per delimitare i posti a sedere dei bambini ,Grazie per la sensibilità e la delicatezza dimostrata,Grazie per avermi trattata come una paranoica o come una che voleva solo dare fastidio,Grazie per avere detto ci dispiace se abbiamo creato un disagio,Grazie perché sono stata costretta a cambiare scuola,Grazie per quello che ci hanno insegnato e Grazie soprattutto perché non mi hanno risposto quando ho chiesto che motivo avevo di stare lì davanti a loro a farmi umiliare se quello che sostenevano fosse stato vero(non sono matta).Grazie perché all’interno della sua scuola “dei diritti sono diventati dei privilegi”,Grazie perché alla consegna della pagella mi è stato detto che non posso tenere la bambina sotto una campana di vetro e che le FRUSTRAZIONI FORTIFICANO IL CARATTERE quindi Alice a soli 6 anni guardando gli altri mangiare una torta che lei non può mangiare(fa niente se per lei non c’è niente) si sente frustrata e quindi si fortifica. ALLUCINANTE! Infine Grazie perché ci si arroga il diritto di credere che essendo iscritta alla associazione per la celiachia,unico gruppo fatto da volontari che vivono con il cuore questa realtà, io sia una esaltata paranoica che vede ombre dove non ci sono .Ma queste signore sanno cosa significa combattere contro chi ignora e decide di continuare ad ignorare?  A scuola non si dovrebbe insegnare solo a leggere o scrivere! Forse è per questo che cadiamo sempre più in basso…
Questa lettera è scritta per denunciare questa serie di fatti deplorevoli e soprattutto  per far si che altri bambini ed altri genitori non subiscano le stesse cose. La scuola è di tutti e tutti devono avere uguali  diritti, se ciò non accade allora si può dire che è un fallimento. NON VOGLIAMO PIU’ ESSERE IGNORATI O
CONSIDERATI UN FASTIDIO.

12 commenti:

  1. sono innoridita se vuoi organizziamo una cena a base di pietanze con purga cosi capiscono cosa sta passando tua figlia, purtroppo alle elementari ho subito anche io il branco per motivi diversi io ne sono uscita piu forte loro solo piu misere, ti sono vicine, fortunatamente alle medie la musica è cambiata ho trovato persone splendide a iniziare dalla Preside un bacione grande

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  2. Non credevo che nel 2012 ci fossero ancora persone ignoranti che non conoscono il significato della parola celiachia, mio marito è intollerante al grano e all'orzo e quando usciamo a cena incontriamo anche noi delle difficoltà. Lui però ha 46 anni e rinuncia volontariamente a mangiare certe pietanze, ma una bembina di 6 anni.... I genitori degli altri bambini hanno dimostrato insensibilità oltre all'ignoranza, c'è solo da sperare per loro che nessuno dei loro figli diventi un giorno intollerante a qualche pietanza......

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  3. Grazie per aver pubblicato questa lettera che dimostra quanto ci sia da lavorare nelle scuole.
    Ancora una volta la scuola che dovrebbe essere un luogo di insegnamento anche di educazione civica,invece ci si trova a lottare contro forme di mobbing o discriminazione.
    Purtroppo solo chi ha a che fare con la celiachia può comprendere la complessità di questo problema più che altro a livello di rapporti interpersonali, e su questo punto potremmo scrivere un libro ognuno di noi su quello che ci è successo.
    Anche se sono stati fatti passi da gigante sotto il profilo di reperibilità dei prodotti adeguati, non si può dire altrettanto sul numero di locali informati. Questo riflette un po' anche il polso della società, non possiamo purtroppo pretendere da chi non vuole ascoltare.
    Maria Antonietta quello che stai passando tu ora lo abbiamo passato tutti, non possiamo cambiare al volo la testa degli altri, perchè ce ne hanno data una per ognuno, ma con l'associazione dei risultati importanti li abbiamo presi.
    Pertanto invito gli associati ad essere più assidui nel volontariato.
    Mario Ricci

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  4. Ciao Maria Antonietta, anch'io ti ringrazio per questa lettera.
    Sono una mamma anch'io con un figlio celiaco della stessa età e conosco questo tipo di problemi che rivelano una forte ignoranza nel vero senso dell'IGNORARE una realtà ormai sempre più frequente. Sono dalla tua parte e provo a chiederti se la rabbia per questi episodi hanno "scatenato" in te qualche idea per rimediare a tutto questo. Te lo chiedo perchè da parte mia qualcosa sto cercando di fare: mi sono candidata come membro del consiglio didattico del circolo di mio figlio per proporre delle regole per le feste di compleanno e le ricorrenze, cerco di parlare con tutti (genitori e insegnanti) di cosa sia la celiachia affinchè tutti conoscono questa caratteristica (non problema, ribaltiamo i termini!) ed anche mio figlio impara così a raccontarsi agli altri, in modo corretto e senza paura. Parlandone lui ha capito anche che ci sono persone che non comprendono ma così non avrà "la frustrazione che fortifica il carattere" ma la consapevolezza che deve usare tanta pazienza, quella che da genitore tu conosci bene!io sono una volontaria dell'Aic e ti dico che ci sarebbero tante idee da mettere in pratica nelle scuole rivolte a insegnanti e alunni. Se ti piacerebbe diventare in qualche modo parte di un CAMBIAMENTO che io sono convinta verrà, siamo noi diretti interessati a poterlo fare anche dedicando un pò del nostro tempo. Le soddisfazioni non mancherebbero! Ti auguro un in bocca al lupo per il prossimo anno scolastico e auguro a tutti noi di saper cogliere e far cogliere nella celiachia un'opportunità di crescita sociale.

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  5. Ciao Maria Antonietta, sono Michela, mamma di un bambino di cinque anni e mezzzo. A mio figlio è stata diagnosticata la celiachia a 1 anno e mezzo, quando frequentava il nido. Non ho avuto nessun problema, nessuna situazione di disagio o di diversità. I problemi sono cominciati con la scuola materna. Inizialmente ho dovuto confrontarmi con la scarsa qualità del cibo e l'organizzazione delle feste. Cosa gravissima, ho dovuto combattere con l'ignoranza dei genitori. Ho fatto tutto ciò che era in mio potere. Ho subito ogni tipo di umiliazione ma ho pianto in silenzio. Purtroppo il bambino ha vissuto ogni tipo di situazioni, disagi e difficoltà... sono riusciti perfino a consegnarli a pranzo un piatto di tagliatelle con il glutine!!! Ho coinvolto la dietista, il dirigente, la mensa, le insegnanti, gli operatori... non sempre però ho ottenuto risultati. E' molto difficile combattare contro i mulini a vento! L'ignoranza e la volontà di non fare sono i peggiori fattori nella vita dei celiaci... basterebbe davvero poco! Ho scelto di cambiare scuola, di allontanarmi da quelle persone che non ci vogliono bene. Non so ancora se in un'altra scuola sarà diverso, ma almeno ci devo provare!!! Lo devo a mio figlio!!!

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  6. Ciao Maria Antonietta,
    abbiamo condiviso e condividiamo le difficoltà che tu e la tua bimba avete vissuto. Mia figlia di 8 anni, (celiaca) dopo la festa di un compleanno in cui mia moglie si scusò perchè nessuno aveva pensato a lei le disse "mamma ma se io non avessi avuto questo problema, noi l'avremmo mai pensato per gli altri?" spesso è difficile per un genitore accettare la diversità seppur lieve dei propri figli. E' compito e nostra responsabilità far vivere nel migliore dei modi questa condizione che li accompagnerà per tutta la vita; spesso l'altra figlia anch'essa celiaca dice "mamma, non dir niente, non chiedere niente, va bene così" durante le varie occasioni conviviali e questo mi porta a dire che c'è il momento e il modo giusto per combattere le nostre battaglie.
    Non bisogna mai perdere la forza e la speranza di cambiare le cose; lo possiamo fare giorno dopo giorno aiutandoci e aiutando gli altri a capire. Diamo forza all'AIC e al volontariato per migliorare la nostra qualità di vita. Ricordiamo che l'AIC nasce e supporta le persone in questi percorsi, soprattutto affiancando il genitore per quanto riguarda la formazione/informazioni nelle scuole di tutti i livelli.
    Luciano G.

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  7. Ciao a tutti intanto vi ringrazio per la vostra solidarietà e mi scuso per non avervi risposto prima.Ci tengo a dirvi che dalla pubblicazione della lettera altri fatti sono accaduti fatti che voglio condividere con voi.La stessa mail che avete letto l'ho spedita anche al provveditorato agli studi di Rimini e dopo alcuni giorni la loro risposta è stata a dir poco sconcertante infatti prima di aprire l'allegato c'è scritto che se in qualsiasi modo rendo pubblica la loro risposta,visto che è strettamente personale,incorro nel rischio di una denuncia mentre la stessa è ridicola e completamente distorta perchè mi dicono che è stato fatto tutto il possibile e che le maestre avevano anche fatto il corso(penso che sia lì che gli hanno detto che si può mangiare una torta lasciando Alice a guardare ed è sempre lì che gli hanno insegnato che si possono delimitare i posti dove si siedono i bambini con la farina senza che questo comporti dei danni).Ma la cosa più incredibile è che sono io che liberamente ho scelto di cambiare scuola e quindi per l'ennesima volta mi sento trattare come una che si inventa le cose e che crea solo fastidio.Ecco questi sono gli ultimi risvolti ed io non ho ancora deciso cosa fare.Sono d'accordo che bisogna sostenere l'AIC perchè solo insieme a loro riusciremo a cambiare le cose. Non metto in dubbio che alle feste private un genitore possa non ricordarsi di un celiaco e nessuno glielo impone è una questione di sensibilità,ma a scuola no i diritti sono uguali e l'integrazione è alla base del vivere civile.Condivido la cena con la purga mentre a Stefania dico che sono disposta a tutto e che ho chiesto di diventare volontaria dell'AIC per dare una nuova voce a tutti noi.Anche io cara Michela comincio una nuova scuola però con l'esperienza passata alle spalle cercherò di non sbagliare e farò del mio meglio per Alice e tutti i bambini come lei.Un bacio a tutti Maria Antonietta.

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  8. Ciao, Antonietta ho letto la tua lettera e posso dirti che pero' noi mamme dell' Alba Adriatica non siamo così cattive, e ai omesso di dire che per la cena di fine anno era stato prenotato un ristorante dove tu hai confermato di essere già cliente, poiché hanno la cucina per i celiaci, e non sei venuta..... Premetto sono zia di un bambino celiaco perciò ti capisco, e racconta tutto non solo una meta'....

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    1. ...ma nemmeno rispondere...dopo tutto quello che la poverina ha dovuto passare..VERGOGNATEVI
      ..ed essere zia di un bambino celiaco nn ti mette su un piedistallo poichè anche nelle famiglie possono esserci familiari che nn capiscono devi esserci dentro prova a vivere una settimana da celiaca poi vedi come ti cambia la prospettiva!!

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  9. Dopo un anno da incubo rispondo alla ennesima illazione fatta sul mio conto.Prima di tutto a voi mamme non vi ho mai definite cattive anzi come ho detto la pessima madre sono io,in secondo luogo cosa dici della festa di fine anno se non sai come stanno le cose?.Non so chi sei e mi è difficile parlarti comunque se avessi letto bene la lettera avresti capito che dalla circolare della dirigente nessun rapporto c'era tra me e le altre mamme,davanti alla scuola ci sono stati diversi diverbi e dopo la recita fatta una settimana prima della famosa cena ancora uno scontro per la farina che girava,quindi mi spieghi come potevo sedermi a tavola con persone con le quali non mi parlavo?forse ti è sfuggito il particolare già ribadito che in quella scuola DEI DIRITTI SONO DIVENTATI DEI PRIVILEGI
    .Comunque vogliamo solo dimenticare questo anno scolastico e visto che non ci sarò più spero di non dover più spiegare quello che è successo perchè è stato per noi molto doloroso vi auguro un buon anno come lo auguro a me e a tutte le mamme di bambini speciali come la mia Alice.Infine non ho mai avuto paura di mostrare il mio nome e la mia faccia non ho mai raccontato le cose a metà e non ho mai detto bugie quindi sappi che non ho intenzione di fermarmi perchè come dice Michela lo devo a mia figlia!!!!!! A proposito come si fa davanti ad una lettera del genere dove ci sono cose che fanno venire i brividi preoccuparsi solo di far sapere che la cena di fine anno era stata prenotata in un ristorante dove c'era il sz glutine?Raccontala te l'altra metà se la conosci........

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  10. Nella smania di dire tutto ho dimenticato di scrivere il mio nome MARIA ANTONIETTA

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  11. sono la mamma di una bambina normale ma ho amiche I cui figli sono speciali come I vostri, e il dolore di questa problematica la sento anche io in quanto madre. certo nn potrò mai comprendere del tutto le difficoltà che affrontate e come me anche le maestre e la dirigente della scuola della piccola alice ma questo nn follow ke davanti agli occhi di una bimba ke nn ha niente in meno degli altri l' umiliazione continua di essere sempre considerata diversa e un peso resta. spero vivamente ke tutte le "persone " ke in questo anno scolastico hanno conosciuto alice se la vedano spesso davanti agli occhi e ke quegli occhi si sovrappongano a quelli dei loro figli immaginandoli al posto suo almeno x un attimo. nn auguro a nessuno di avere figli speciali ma nel mondo esistono tanti bambini speciali ognuno a suo modo : chi soffre d' asma, chi é allergico ... cosa si deve fare? distogliere lo sguardo x nn vedere far finta di niente xké tutto sia piú facile ? è difficile x un genitore far capire agli altri ke con poco I bimbi speciali sarebbero felici, é difficile farsi accettare senza essere compianti e senza essere di peso. dove è finita la gentilezza verso il prossimo ,il rispetto ke tutti vogliamo. come si fa a pretedere il rispetto dai figli se nn viene loro insegnato prima a darlo! e quale modo piú semplice ke cominciare dalla scuola . sono molto indignata e arrabbiata per questa lettera nn solo per l' insensibilita dei genitori e del corpo insegnanti ma anche e soprattutto di quegli organi ke dovrebbero proteggere e aiutare mentre invece cercano intimorendo I cittadini ( gia colpiti ) di nascondersi dietro un dito . un abbraccio Claudia.

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