sabato 23 aprile 2011

Agriturismo " I muretti"i sapori della tradizione rurale anche senza glutine

Ai "Muretti" nell' atmosfera dei tempi andati ritroverete colori, profumi, sapori della tradizione rurale. Una natura vera offre i doni dell' orto, per una cucina genuina e dai sapori tipici e rari, sposati all' ottimo olio e vino, prodotti in azienda. La quiete collina e il parco giochi abbracciano il casale in pietra e legno, che vi accoglie nelle sue stanze e sale, dove il tempo e lo spazio testimoniano la storia, l'arte e la cultura della dolce valle del Conca

 La quieta collina e il parco giochi consentono momenti di genuino relax postpandriale, come si evince dalla foto
Come si raggiunge: l'azienda, facilmente raggiungibile sia da Rimini che da Riccione, si trova a 2 km da Morciano di Romagna.
Agriturismo I Muretti Rimini Montecolombo
via Sarciano, 5 (Osteria Nuova) - Montecolombo
Tel. 0541 985146 / 339 8015065 Fax 0541 605885
info@imuretti.net
http://www.imuretti.net



Nella foto Ilia Varo 
     


             Ilia Varo  è Assessore Settore Servizi alla persona nel Consiglio Comunale del Comune di Riccione e gestrice dell Agriturismo " I Muretti ".   Una donna diventata icona dell'impegno sociale a tutto campo  nella nostra provincia. 

venerdì 22 aprile 2011

Intervista a Matteo Giannotte , 40 anni, gestore della Taverna da Bruno a Bellaria Igea Marina

Nella foto Matteo Giannotte e la sua consorte Mirca De Lorenzi

Matteo è vicepresidente della Nazionale Italiana Pizzaioli e collabora con la Facoltà di Scienze agrarie dell'Università di Ancona presieduta dal Professor Natale Frega; all'interno del laboratorio si svolgono le prove tecniche su paste lievitate e ricerche su nuovi prodotti per la ristorazione. Matteo è stato Campione mondiale di gusto e qualità negli anni Novanta e nello stesso periodo ha ricevuto il premio di miglior pizzaiolo acrobatico d'Italia. Ora insegna l'arte della pizza a tanti giovani che vengono dal Belpaese nonché Stati Uniti, Grecia, Germania, Francia e Brasile. Oggi è uno dei massimi esperti di farine alternative a livello nazionale
Insomma, Matteo è quello che si dice un uomo che si è fatto da solo e che nel suo mestiere ha investito fatica, risorse ma soprattutto amore e passione.
Come è nata la voglia di fare questo mestiere?
In realtà io sono un perito meccanico ma la mia passione è sempre stata un'altra. Mio padre aveva un piccolo frantoio in provincia di Brindisi e mia madre lavorava nella panetteria di mio zio. Ero affascinato dalle farine e da bambino ogni volta che potevo andavo al forno dove lavorava mia madre e studiavo l'arte della panificazione fatta ancora a mano come da tradizione; mi divertivo a creare impasti con farine particolari. E così grazie a mio zio ho imparato sul campo il mestiere e soprattutto l'arte di impastare a mano per capire al tatto il comportamento delle farine e sapere come meglio miscelarle per ottenere prodotti di qualità.
Tu però non sei un 'semplice' pizzaiolo, anche se la tua pizza tradizionale è buonissima! Sei specializzato nella panificazione con farine 'alternative' ed hai inventato una miriade di nuovi e indovinatissimi impasti. Raccontaci un po' quest'aspetto.
Diciamo che ho iniziato con le farine senza glutine. Tutto nacque per caso quando una mia cliente di colpo scoprì di essere celiaca. Io allora non sapevo nulla su questa malattia e cominciai ad informarmi. Grazie a lei potei fare un corso di specializzazione a Bologna dove ho conosciuto il Dottor Massimo Boschi responsabile dell'AIC (Associazione Italiana Celiachia) e da lì mi sono specializzato non solo nella pizza ma in tutti gli alimenti senza glutine come dolci, pasta, panettoni, pane. Il mio è stato il primo locale ad avere  orno e laboratorio separati dal resto della pizzeria e questo per consentire una totale sicurezza ai clienti con problemi alimentari.
Come mai tutta questa attenzione?
Con la celiachia se si sbaglia qualcosa le conseguenze possono essere anche gravi. Se vuoi avere un locale certificato devi essere rigidissimo. Faccio solo un esempio. Per migliorare il servizio esigo che i miei pizzaioli quando stendono la pizza 'tradizionale' usino la farina di riso per evitare che le particelle di grano si volatilizzino nel locale. Tieni conto che in Italia la legge pone il limite di 20 ppm (parti per milione) di polvere di farina di grano come livello di intolleranza per i celiaci. Basta quindi un granello di grano per produrre effetti collaterali seri.
Come fanno i clienti ad essere sicuri di entrare in un locale 'certificato'?
Insieme al presidente della Nazionale Italiana Pizzaioli, Duilio Nardi, abbiamo creato un network chiamato Spigamica point dove sono inseriti i ristoranti che vengono certificati da un nostro referente insieme ad un tutor e una dietista dell'A.I.C.(Associazione Italiana Celiachia), oltre che la procedura e vigilanza previste per il senza glutine  dalle AUSL competenti per territorio. Questi locali garantiscono qualità e servizio di eccellenza.
E la storia del Kamut?
Il Kamut è un cereale biologico carico di selenio, ha poco glutine e alta digeribilità ma non va bene per i celiaci. E' ottima per chi ha intolleranza al grano. La pizza al Kamut deve però essere certificata.
In che senso?
Non si gioca con la salute delle persone! Il Kamut è una farina difficilissima da impastare e molti pizzaioli la tagliano con quella di grano per avere un impasto con miglior resa. Questo automaticamente causa malesseri in chi, intollerante, la mangia. Siccome in passato questa era una prassi consolidata, io e l'amico Duilio abbiamo intrapreso una battaglia durata cinque anni e grazie all'aiuto della Kamut International, nella persona del Dott. Marco Rusconi, responsabile Kamut Europe, oggi tutti i locali che vogliono essere certificati con il 'bollino' Kamut devono garantire una determinata lavorazione dell'impasto. Per rendere questo cereale meglio impastabile mi sono inventato il lievito fatto con la buccia di mela fermentata. E posso assicurare che funziona. Mi sono impegnato a cercare nuove soluzioni  e non mi sono mai prestato a scorciatoie  economicamente più convenienti.
Cos'è l'ultima novità  presentata in anteprima al SIGEP di Rimini? Mi riferisco all'ORZOPIZZA.
È una pizza particolare, indicata per i diabetici. L'orzo è ricco di fibre, ha meno zuccheri e quindi  va bene per i diabetici. Stiamo attendendo la certificazione dell'Università di Ancona sulla tolleranza; i loro laboratori stanno ultimando  i test sugli impasti che settimanalmente consegno.
Quando  la potremo assaggiare?
I miei clienti la gustano già e posso assicurare che è molto richiesta e apprezzata.
Che sapore ha?
Il gusto è molto particolare, bisogna provarla. E' veramente originale. L'idea è di lanciarla a livello nazionale così come il Kamut e il senza glutine.
La prossima invenzione?
Sto studiando un cereale per far impasti gradevoli per persone con particolari problemi alimentari. Non voglio creare un prodotto alternativo di tendenza ma un prodotto funzionale per migliorare la loro qualità della vita. Ma per ora è top secret.
Il segreto del tuo successo...



Lavorare bene, con molta serietà  e rispettare i clienti

giovedì 14 aprile 2011

Adolescenza e Celiachia "La trasgressione degli adolescenti"

La capacità di aderire con precisione alla dieta senza glutine (compliance) dipende da numerosi fattori. In particolare gli adolescenti risentono degli influssi derivanti dall’ambiente circostante.
Molto importante è il grado di difficoltà che si incontra nelle relazioni sociali in ambito “outdoor” piuttosto che in casa. Infatti un basso grado di compliance è più frequentemente rilevato fuori casa, specie in ambito scolastico.
I trasgressori occasionali di solito riescono a orientarsi verso un’alternativa priva di glutine, quando questa è disponibile, sebbene la sua mancanza possa rappresentare motivo di trasgressione, pur mitigata dalla scelta di un’alternativa contenente la minima quantità possibile di glutine.
Abitualmente, la presenza di sintomi quasi immediati dopo l’assunzione di glutine si configura come una forte motivazione alla decisione di aderire con attenzione alla dieta mentre la loro assenza come una giustificazione alla non compliance. D’altro canto, i non-compliers sovente negano esperienza di sintomi immediati o li percepiscono come più sopportabili rispetto al sacrificio di evitare di assaggiare i cibi “normali” in situazioni sociali particolari quando esiste una scarsa disponibilità di alternative gluten-free.
Recenti statistiche  hanno segnalato un basso tasso di aderenza nel tempo alla dieta glutinata in ragazzi celiaci diagnosticati tramite screening, pertanto del tutto asintomatici alla diagnosi. La consapevolezza di
come gestire la celiachia e il suo trattamento dietetico,include peraltro l’accettazione della sua condizione di cronicità. Per di più i compliers sembrano essere maggiormente consci del  fatto che seguire la dieta sia un investimento a lungo termine sulla loro salute a dispetto delle “scomodità” sociali e all’insoddisfazione per le caratteristiche sensoriali dei cibi senza glutine.
Una ridotta percezione degli inconvenienti sociali della dieta senza glutine e la necessità di attuare comportamenti di evitamento possono essere raggiunti attraverso un adeguato supporto negli ambiti della vita sociale e una migliore disponibilità di alternative senza glutine fuori casa.
Perché questo accada è necessario realizzare un migliore livello di conoscenza della malattia e del suo trattamento nei diversi ambienti e più ampiamente nei luoghi frequentati dagli adolescenti.
 Purtroppo ancora oggi esistono carenze di conoscenza della problematica in larghe fette della nostra società.
In definitiva, che la trasgressione esista tra gli adolescenti celiaci non è in discussione, ma le loro prospettive e comportamenti sono influenzate da diversi fattori personali e ambientali. Infatti, nella descrizione che gli adolescenti fanno dei loro comportamenti si rivelano dilemmi e si dimostrano necessità sconosciute o inespresse. Abbiamo ancora bisogno di lavorare per identificare la maniera migliore per facilitare la compliance nei diversi ambiti della vita sociale degli adolescenti celiaci. Per far questo, però, dovremo prima comprendere appieno cosa significa essere un adolescente celiaco.


IN AREA DOWNLOAD IN FONDO E’ SOLO CIBO! 
rapporto dettagliato e buoni consigli della Dott.ssa Psicologa e Psicoterapeuta Righi Gertrude
 E mail:gertruderighi@virgilio.it

lunedì 11 aprile 2011

Il Dott. Renzo PINI e la Dott.ssa Laura VIOLA del reparto di gastroenterologia pediatrica e l'incontro con le nuove diagnosi di CELIACHIA direttamente in Ospedale, un anno di risultati.

Una particolarità che caratterizza l’associazione AIC , è che generalmente il primo approccio che le persone hanno con l’associazione avviene con un volontario a seguito di una diagnosi.
Spesso quindi le persone non hanno mai sentito parlare dell’associazione fino a quando non si trovano ad usufruire dei servizi che questa eroga. Questo aspetto se non  ben gestito rischia di divenire  un punto di criticità  nella corretta  comunicazione della Mission associativa e della identità dell’AIC in generale, in quanto il momento in cui avviene l’incontro è particolare e carico di complessità. Le persone, infatti, dopo la diagnosi effettuata dalle strutture specialistiche pubbliche, si devono recare presso la sede dell’associazione, aperta solo nella serata di mercoledì, per poter trovare sostegno ed indicazioni utili a seguire la dieta senza glutine.
Gli individui  che hanno ricevuto la nuova diagnosi devono quindi aspettare sei giorni minimo  per incontrare un volontario AIC presente in sede, che  li accompagnerà in un cammino in-formativo instaurando una relazione cosiddetta d’aiuto.
Purtroppo questo periodo è estremamente lungo e spesso segna la famiglia colpita dalla nuova diagnosi , che si  ritrova sola in uno stato emotivo molto particolare con un elevato grado di stress correlato alla vera paura della “malattia celiaca” visto che ci si rende conto che in casa il glutine è praticamente dovunque.
Cosa mettere in tavola? Come fare? E la spugna , la lavastoviglie, i piatti , la spesa? Sono solo alcune delle tante domande alle quali i neo-diagnosticati non possono rispondere da soli per affrontare adeguatamente la nuova situazione e seguire correttamente una dieta senza glutine.
I VOLONTARI dell’ASSOCIAZIONE hanno quindi deciso di colmare questo vuoto, e in collaborazione con il  Dott. Renzo PINI  e la Dott.ssa  Laura VIOLA del reparto di gastroenterologia pediatrica saranno disponibili ogni Giovedi’ in occasione delle nuove diagnosi dalle 09.30 alle 11.30 presso il DAY HOSPITAL PEDIATRICO di RIMINI (5p.scala A) per parlare di:

·  Sicurezza  e correttezza delle informazioni sulla dieta senza glutine
·  Informazioni sulla erogazione dei prodotti dietoterapeutici
·  Informazioni su alimenti senza glutine e prontuario degli alimenti
·  Norme in cucina
·  Consigli per la scuola
·  Informazioni varie, farmaci, ostie, ecc
·  Progetto AFC(alimentazione fuori casa) locali informati quali e dove.

In un anno di attività ospedaliera i volontari A.I.C. sono sempre stati presenti ed hanno risposto con positiva partecipazione all'accoglienza delle nuove diagnosi, vorrei esprimere un ringraziamento sincero a chi mi ha seguito in questo progetto. 

Pellegrino Parente
 Referente AUSL per AIC e Tutor alimentazione

                      

martedì 5 aprile 2011

Importante AGGIORNAMENTO dal prontuario 2011 "UOVA DI PASQUA" Senza Glutine

In area DOWNLOAD "Documenti Utili"

Potete trovare l'elenco aggiornato delle Uova di Pasqua senza glutine inserite nel Prontuario 2011, in fase di distribuzione.

oppure  sul sito www.celiachia.it, nella sezione dedicata al Prontuario.

Tempo di Prima Comunione , Ostie e Confetti Senza Glutine

venerdì 1 aprile 2011

ALILAB San Marino

Produzione artigianale di alimenti Senza Glutine.

Via VIII Gualdaria, 15
47890 REPUBBLICA DI SAN MARINO (SM)

tel: 0549944382
tel: 0549980010

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