venerdì 10 giugno 2011

Celiachia e potenziali terapie future

La ricerca in tema di celiachia è particolarmente attiva, infatti i recenti progressi sulle conoscenze della patogenesi della malattia celiaca a livello cellulare e molecolare hanno aperto strade per sviluppare possibili terapie alternative alla dieta.
Un futuro che sta diventando già realtà è l'uso di prolil-endopeptidasi batteriche che sarebbero in grado di digerire completamente la gliadina, distruggendone cosi gli epitopi tossici riconosciuti dalle cellule T. Quello che rimane da stabilire è se questo supplemento enzimatico in vivo è capace di digerire completamente e, quindi detossificare, peptidi gliadinici. In alternativa, questi enzimi supplementari batterici
potrebbero essere usati per pre-trattare il glutine utilizzato per la preparazione di cibi a base di grani potenzialmente tossici per i celiaci, risultando più economici ed appetibili dei comuni prodotti senza glutine.
Programmi di incrocio genetico di grani e/o tecnologie transgeniche potrebbero portare allo sviluppo di frumento in cui le sequenze tossiche della gliadina siano state eliminate. È stato anche proposto di generare mutazioni puntiformi del frumento senza cambiarne le sue caratteristiche organolettiche, ma questo approccio è reso difficile dal grosso numero e dalle molte ripetizioni di queste sequenze tossiche.
Un'altra possibilità terapeutica potrebbe essere rappresentata dall'uso di inibitori selettivi della tTG intestinale per bloccare la risposta immunotossica ai peptidi gliadinici in corso di celiachia. Potenziali effetti collaterali di questo approccio, tuttavia, devono essere ancora accertati.
Il ruolo cruciale dell'HLA potrebbe renderlo un altro bersaglio possibile per interventi terapeutici che blocchino la presentazione peptidica da parte del DQ2 o DQ8. Inoltre altri target di tipo immunomodulatorio, comprese l'IL10 e l'IL15, potrebbero rappresentare delle alternative valide per indurre tolleranza .
Infine, negli USA è in corso di uno studio multicentrico randomizzato in doppio cieco dell‟unico trial clinico in vivo sull'uomo, per individuare una terapia alternativa alla dieta priva di glutine. Si tratta della fase di valutazione dell‟efficienza e della sicurezza della larazotide acetato (AT1001), una molecola che mira a prevenire l'alterazione della permeabilità intestinale, indotta in soggetti celiaci in studio da un challenge test con il glutine per 6 settimane. L'AT1001 consiste in una sequenza proteica che blocca l'attività della zonulina, prevenendone il legame con il recettore epiteliale. La zonulina è una molecola che regola la permeabilità intestinale e il suo aumento di espressione determina l'apertura delle giunzioni tra enterociti, permettendo il passaggio e l'assorbimento di molecole di dimensioni maggiori, tra cui anche i peptidi della gliadina.

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