giovedì 14 ottobre 2010

DECRETO MINISTRO BRUNETTA CONVERSIONE IN LEGGE DEL D-L. NR. 112 DATATO 25/6/2008 FUNZIONE PUBBLICA E LE ONLUS

Dunque, nell’articolo 72 si parla di quei dipendenti pubblici che, sono prossimi alla pensione. Per l’esattezza, vengono presi in considerazione tutti coloro a cui non manchino più di 5 anni di lavoro per raggiungere il massimo dell’anzianità contributiva (40 anni). Ai fortunati che si troveranno in queste condizioni, nel 2009, nel 2010 e nel 2011, verrà concessa la facoltà di essere “esonerati” dal servizio, cioè di smettere di lavorare in attesa della pensione. Durante questa pausa, tuttavia (ed ovviamente), gli verrà riconosciuto un emolumento pari al 50 per cento dell’ultimo stipendio e, all’atto del collocamento a riposo per raggiunti limiti di età, avranno diritto alla stessa pensione che gli sarebbe spettata se fossero rimasti in servizio fino alla fine. Cioè, in pratica, chi si troverà a meno di 5 anni dalla pensione avrà l’opportunità di smettere di lavorare percependo comunque la metà dello stipendio e senza compromettere il suo futuro pensionistico.
Vabbe’, direte voi, ma che c’entrano le Onlus? Le Onlus c’entrano, eccome: basta continuare a leggere l’articolo per scoprire che ove, durante il periodo di “esonero”, il dipendente svolga in modo continuativo attività di volontariato, opportunamente documentata e certificata, presso Organizzazione Non Lucrative di Utilità Sociale, o similari, la misura del suo trattamento economico sarà elevata dal 50 al 70 per cento dell’ultimo stipendio. Quindi, il dipendente che smettesse di lavorare in attesa della pensione e che, durante l’attesa, svolgesse attività di volontariato, percepirebbe un emolumento pari al 70 per cento dello stipendio, anziché al 50. Quel 20 per cento in più se lo guadagnerebbe facendo volontariato. E non è poco.

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