lunedì 26 luglio 2010

Scacco matto alla celiachia, ecco i tre colpevoli



Si stringe il cerchio sulle molecole che causano l'intolleranza al glutine

Pubblichiamo la notizia, diffusa il 21 Luglio dall’ANSA, e commento del Prof. Umberto Volta, Presidente del CSN AIC.
Notizia diffusa da ANSA, 21 luglio 2010
ROMA - Si stringe il cerchio sulle molecole che causano la celiachia, l’intolleranza alla proteina dei cereali (glutine) che può causare seri problemi di assimilazione e deperimento: scoperte infatti le tre molecole tossiche responsabili della malattia, i frammenti (peptidi) del glutine che scatenano la reazione immunitaria nei pazienti. È un passo avanti enorme che accelera la corsa verso un vaccino per questo male. Annunciata sulla rivista Science Translational Medicine, la scoperta ha già portato all’avvio di una prima sperimentazione su pazienti di una cura messa a punto sulla base dei tre peptidi colpevoli, che consiste nella desensibilizzazione dei pazienti al glutine, in pratica un vaccino che può bloccare la malattia prima che faccia danni gravi all’intestino. La sperimentazione in corso è condotta dalla compagnia biotech di Melbourne Nexpep Pty Ltd. La scoperta è merito dell’equipe di Bob Anderson e di Jason Tye-Din del Walter and Eliza Hall Institute of Medical Research a Parkville, Australia.
"È un risultato importante che ci attendavamo dal gruppo di Anderson che da anni studia la celiachia ed è a caccia di questi peptidi, ed è un risultato arrivato anche prima del previsto; ciò permette grosso modo di dimezzare i tempi previsti per la messa a punto e la commercializzazione di un vaccino, 5-10 anni contro i 15-20 ritenuti necessari finora", ha commentato la notizia Italo De Vitis, dirigente dell’unità di medicina interna e gastroenterologia dell’Università Cattolica di Roma presso il centro integrato Columbus che è un presidio accreditato per sorveglianza, prevenzione e diagnosi della celiachia. La malattia è un’intolleranza che causa seri problemi all’intestino, rovinandone le pareti. Come conseguenza di ciò il paziente non riesce più ad assimilare vitamine, minerali ed altri nutrienti assunti con la dieta e quindi anche gli altri organi ne risentono come se il corpo fosse malnutrito. In Italia si stima vi siano 600 mila celiaci ma solo 100 mila di questi sono venuti allo scoperto e quindi hanno nua diagnosi e tengono a bada la malattia, sostanzialmente non mangiando cereali e tutto ciò che contiene glutine. Per gli altri il rischio è di gravi carenze nutrizionali e quindi, a lungo termine, di danni all’organismo o problemi di sviluppo nei bambini.
Il gruppo di Anderson, ha spiegato De Vitis, finora aveva scovato la sequenza di amminoacidi del glutine responsabile della reazione immunologica nel celiaco quando questo viene a contatto con la proteina, ma restavano imprecisati i peptidi contenuti in questa sequenza maggiormente responsabili della reazione immunitaria del malato. Gli esperti australiani hanno arruolato un gran numero di pazienti, 200, ed hanno fatto mangiare loro dei cereali. Dopo sei giorni con un prelievo di sangue hanno isolato le cellule immunitarie artefici della reazione al glutine ingerito giorni prima. Poi i ricercatori hanno fatto ’incontrare‘ queste cellule (linfociti T) con 2700 peptidi sospetti ed hanno trovato i tre che si accoppiano più saldamente alle cellule. Tali tre composti sono quindi i peptidi che più di tutti scatenano la reazione immunitaria e adesso sono oggetto di sperimentazione in un test per vedere se, somministrando in piccolissime quantità i tre peptidi ai pazienti, questi pian piano si desensibilizzano nei confronti del glutine. "La scoperta è importante - ha concluso De Vitis - perchè potrebbe fornire una cura per il 90-95% dei celiaci e quindi assicurare il controllo precoce di questa malattia prima ancora che arrechi danni all’organismo e senza dover rinunciare ai cereali nella dieta".

Commento del prof. Umberto Volta, presidente CSN AIC
Forse non è ancora arrivato il momento di considerare vinta la battaglia nei confronti della celiachia, ma certamente la ricerca scientifica ha fatto un altro passo avanti estremamente importante per trovare una cura definitiva alla celiachia. Il lavoro, pubblicato dal gruppo di scienziati guidati dal Prof Tye-Din e dal Prof Anderson sulla rivista Science Translational Medicine (21 luglio 2010), fornisce dati di grandissimo interesse sul riconoscimento dei peptidi di gliadina, che contribuiscono in modo determinante alla sviluppo della celiachia. Il gruppo di ricercatori ha studiato le alterazioni del sistema immunitario in 200 celiaci in relazione all’ingestione di cereali, valutando la risposta dei linfociti T circolanti nei confronti di differenti peptidi. Lo studio ha dimostrato che tre peptidi ben definiti erano in grado di stimolare i linfociti T specifici per il glutine. Questa scoperta getta sicuramente le basi per lo sviluppo di una terapia desensibilizzante basata sulla somministrazione di piccole dosi dei peptidi potenzialmente patogenetici, responsabili dell’attivazione della risposta immunologica in grado di scatenare il danno intestinale nella celiachia.
È sicuramente ancora presto per prevedere quanto questa scoperta potrà accelerare i tempi nella corsa verso la messa a punto di un vaccino in grado di curare definitivamente la celiachia, ma certamente le basi scientifiche per raggiungere questo risultato, atteso da milioni di celiaci in tutto il mondo, si fanno sempre più consistenti.
Umberto Volta Presidente CSN-AIC

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