venerdì 18 giugno 2010

In Risposta a Daniele

 A Daniele, post del 15/Gen/2010 "Chiude  STARBENE Senza Glutine"
  Risponde DINO ALVENI Presidente AIC Emilia Romagna


In risposta all’ex socio-volontario  Daniele vorrei dire anch’io la mia......

Nessuno di noi ha la convinzione pretestuosa di indovinare sempre le mosse più giuste, visto l’enorme quantità di argomenti che si trattano giornalmente, credo sia normale che le decisioni che si prendono possano suscitare dubbi e perplessità da parte di qualcuno, credo anche sia legittimo cercare delle risposte, ma il sistema per ottenerle non è sicuramente quello di porre domande al vento ma  direttamente alle persone coinvolte, quindi se è l’operato del presidente che non soddisfa, la mossa più giusta è sicuramente quella di contattarlo direttamente e chiedere a lui i chiarimenti del caso, visto che i recapiti sono pubblici e a disposizione di chiunque.
Le risposte che cerchi, se me le avessi chieste, le avresti avute già da tempo:
Nessuno di AIC ti ha mai detto di non frequentare locali, negozi, e luoghi di aggregazione come tutte le altre persone, ogni celiaco ad esempio da sempre va a mangiare in qualunque ristorante (mi piacerebbe poterti dire senza problemi ma sai benissimo che non è vero), con il progetto AFC ti mettiamo semplicemente a disposizione qualche possibilità in più, qualche locale meglio informato ed in grado di offrirti maggiore sicurezza e un servizio più completo, e tutte le iniziative che organizziamo a favore dei celiaci penso siano equiparabili a tutte quelle che normalmente si organizzano in altri ambienti, se è normale una volta all’anno andare a cena con i colleghi di lavoro, o con gli ex compagni di scuola, se è normale andare al bar qualche volta, o da qualunque altra parte insieme a chi vogliamo, credo che chi è interessato possa partecipare ogni tanto ad un evento organizzato per i celiaci senza problema alcuno, parlare di ghettizzazione a me sembra decisamente esagerato.
Per quanto riguarda l’occasione pubblica in cui avrei avvallato le dichiarazioni di una dietista che affermava che la pizza con glutine una volta alla settimana non da fastidio, francamente non ricordo una mostruosità del genere, ti chiedo quindi di ricordarmi in quale occasione tutto questo sarebbe successo, ma ti chiedo anche in tutta franchezza: sicuro di aver capito bene, e di non aver equivocato ?
C’è qualche medico che fa abitualmente affermazioni del genere, ma da qualche componente di AIC dubito che tu possa averle sentite.
Per quanto riguarda i negozi che commercializzano prodotti senza glutine, ti ricordo che esistono regole ben precise dettate dal Decreto 111/92, è chiaro che come associazione che deve tutelare la salute dei propri associati, se riscontriamo il mancato rispetto di queste regole non possiamo chiudere gli occhi e appoggiare apertamente nessun esercizio.
In questo caso, penso di sapere a chi ti riferisci, trattandosi di irregolarità lievi e tali da non pregiudicare la salute dei celiaci, non abbiamo diffuso nessun allarme, ma abbiamo fatto delle richieste precise ai proprietari.
Recentemente sono stato informato che le cose si sono sistemate, e siamo in attesa che la nostra dietista si rechi in questo esercizio per un sopralluogo, se tutto risulterà in ordine come credo daremo il nostro massimo appoggio e pubblicizzeremo i loro eventi con ogni nostro mezzo, tenendo ben presente che sono di grande interesse per tutti i celiaci.
Credo quindi che in questa occasione non abbiamo messo al bando nessuno, ma abbiamo tenuto un comportamento equilibrato e teso a migliorare il servizio a favore dei celiaci, quindi abbiamo compiuto un nostro dovere preciso.
Riunione annuale, o per meglio dire Assemblea degli Associati:
Ci rendiamo conto che pranzare in piedi non è il massimo delle aspettative, ma ti assicuro che non è facile trovare delle strutture adatte alle nostre assemblee, 600 e più persone formano una comitiva non facile da ospitare, visto che ci sono necessità contemporanee di adeguati spazi per il parcheggio, reception, spazi espositivi, sala assemblea, cucina e sala da pranzo.
Capita quindi di avere la necessità di “accontentarci”, soprattutto se, come nel caso della Assemblea di San Marino, all’ultimo momento l’hotel prenotato da mesi si viene a trovare nella inaspettata esigenza di chiudere due sale per ristrutturarle.
Preciso comunque che il buffet in piedi (non seduti per terra) è pratica molto usuale in occasioni di convegni e riunioni come questa, e a volte non è dettata da nostre scelte ma da precise esigenze come appunto la mancanza di spazi adeguati.
A questa assemblea erano presenti numerosi relatori, Illustri Medici che in queste occasioni ci dedicano a titolo completamente gratuito una intera giornata del loro tempo libero, senza contare il grande lavoro che debbono svolgere in precedenza per queste relazioni a tema specifico, preparazione, ricerca e realizzazione grafica della presentazione.
In considerazione di questo loro impegno penso non sia difficile comprendere come gli organizzatori dell’evento si siano sentiti il dovere di riservargli un piccolo trattamento di favore: la tavola imbandita che menzioni, e credo sia comprensibile anche il fatto che  il sottoscritto si sia sentito il dovere di sedersi accanto a loro, per rispondere ad un loro preciso invito e per un preciso dovere di ospitalità, ma anche per avere l’occasione di parlare di progetti futuri, questo potrà essere sembrato un privilegio, ma credo faccia parte dei doveri di un presidente intrattenere relazioni con questi particolari ospiti, e fare il possibile per assicurarsi la loro preziosa collaborazione anche in futuro.
Sicuramente ad un attento osservatore come te, non sarà sfuggito il fatto che tra una portata e l’altra sono anche andato più volte in giro per la sala a disposizione di tutti, senza dimenticare quindi anche i miei doveri nei confronti dei soci.
Non entro nel merito della sedia perchè non conosco i fatti.
Per quanto riguarda la pizzeria chiusa, non conosco i motivi, che possono essere molteplici, non seguendo la ristorazione in prima persona, in ogni caso non è mai un vanto ma piuttosto una sconfitta per noi come associazione e per tutti i celiaci.
Ti posso assicurare che, nel caso si tratti di errori occasionali o ripetuti dovuti al mancato rispetto delle regole previste dal nostro protocollo, i nostri tutor si attivano mettendo in campo tutte le misure ritenute necessarie, ed in collaborazione con i titolari si cercano tutte le soluzioni possibili per evitare il ripetersi di situazioni che possano recare danno alla salute dei celiaci, e solo in casi estremi dove la soluzione si dimostri veramente impossibile si arriva alla esclusione del locale dalla rete di esercizi informati.
Infine le dichiarazioni con le quali concludi la tua lettera le respingo con forza e con sdegno al mittente, chi ti scrive dedica ai celiaci tutte le sue intere giornate, sabato e domenica compresi, e ogni volontario lotta giorno dopo giorno per riuscire a conciliare gli impegni professionali e familiari in modo da potersi dedicare alla causa comune, sacrificando gran parte del proprio tempo libero e anche proprie risorse economiche, visto che in innumerevoli occasioni si sceglie di non chiedere rimborsi per le piccole spese, queste gratuite illazioni le ritengo quindi una offesa per me e per tutti questi volontari: per avere l’approvazione di AIC occorre rispettare le regole, niente altro, sfido chiunque a dimostrare il contrario, questi tuoi tremendi sospetti, che esistono solo nella tua fantasia,  dimostrano che nella tua esperienza di volontario che affermi di avere, non hai ben compreso la nostra associazione e lo spirito che muove centinaia di volontari, e non hai neppure letto le chiare linee guida interne che regolamentano in maniera ferrea ogni spostamento anche di un solo centesimo, e non hai mai neppure dato una semplice occhiata  ai nostri bilanci, dove ogni inezia è puntigliosamente documentata con la massima trasparenza.
E sempre se mi permetti non devi neppure aver svolto attività particolarmente incisive come volontario, visto che in associazione non c’è consigliere, referente, tutor o volontario che si ricordi di te.
Come in tutte le associazioni di volontariato, anche in seno a tutta la Federazione AIC e ad AIC Emilia Romagna operano persone provenienti dalle più disparate esperienze personali e professionali, a mio parere questo è il bello del volontariato, persone di diversa cultura, di diversa estrazione sociale e di differenti convinzioni politiche e religiose, trovano un obiettivo in comune e iniziano a collaborare per raggiungerlo: in questo caso la salute e il benessere dei Celiaci.
Tutti questi volontari non meritano certo queste illazioni, vanno profondamente rispettati e semplicemente ringraziati per il loro operato, potranno essere accusati di scarsa efficienza o di non agire sempre nel migliore dei modi, ma nessuno si può permettere di pubblicare ombre e sospetti che ne possano mettere in dubbio la cristallina onestà, formano una grande famiglia, di cui mi onoro di far parte, che ha saputo conquistare l’incondizionata stima e la massima considerazione da parte di tutte le Istituzioni, dai Ministeri alle Regioni, dalle Usl alle Amministrazioni Comunali, una famiglia che, nonostante i suoi innegabili difetti, con il paziente impegno di tutti i suoi componenti, nazionali, regionali, provinciali e locali, è riuscita a creare condizioni di assistenza riservate ai celiaci Italiani che ci sono invidiate nel mondo intero, se mi permetti starsene fuori a muovere critiche gratuite e ingiustificate (quelle costruttive sono sempre ben accette) è molto facile, chi vuole veramente ottenere qualcosa di utile per sè e per gli altri si rimbocca le maniche e fa la sua parte, vivendo l’associazione dal suo interno e dando il proprio contributo attivo per migliorarla, magari sostituendo il presidente se necessario, ma sempre e solo agendo con spirito di gruppo e animo sereno e costruttivo.
Solo in questo modo si ottengono i risultati, e di questi nei suoi trenta e passa anni di vita AIC ne ha raggiunti veramente tanti, di cui anche tu e i tuoi bimbi usufruite giornalmente, questi sono sotto gli occhi di tutti, questi sono inconfutabili, questi sono fatti.

Dino Alverni.
Presidente AIC Emilia Romagna Onlus.








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